Il DNA di un Artista
Un uomo può crescere solo se è consapevole delle proprie radici. Antoine Dufilho conosce bene le sue — affondano profondamente nell’arte e nella medicina. Le sue opere ne sono la prova.
Da bambino, Antoine Dufilho fu introdotto alle arti visive dal suo prozio, attore, pittore e scultore. Più tardi, gli studi di medicina gli permisero di esplorare la meccanica del corpo umano.
Dopo tre anni, capì che quel percorso, pur insegnandogli la disciplina, soffocava la sua creatività traboccante. Decise quindi di dedicarsi all’architettura, disciplina che lo portò a sviluppare un nuovo approccio alla scultura.
Sviluppò un particolare interesse per le strutture architettoniche: una volta esposte, queste rivelano un ritmo fatto di pieni e vuoti, conferendo leggerezza e dinamismo alla forma complessiva.
Dopo essersi laureato presso la Scuola di Architettura e Paesaggio di Lille, costruì da zero il proprio laboratorio nella campagna nei pressi della città, utilizzando container marittimi — uno spazio in cui oggi realizza tutte le sue opere.
Antoine Dufilho è un autodidatta. Ha sperimentato varie tecniche come la fusione e la saldatura, sviluppando progressivamente l’estetica del suo linguaggio artistico.
Dal 2012 si dedica completamente alla sua arte, continuando a far evolvere il proprio stile grazie all’ispirazione e al tempo. Poco a poco, è emerso un tratto distintivo, e le sue opere hanno cominciato ad attirare l’attenzione. Oggi è rappresentato in oltre 65 gallerie ed espone sia in Francia che a livello internazionale.
Una Passione di Famiglia
Tra i nomi Dufilho e Bugatti esiste un legame tessuto attraverso la passione condivisa di più generazioni. Tutto inizia con Jacques — il prozio di Antoine — che ebbe la fortuna di collezionare automobili Bugatti. Questa passione fu trasmessa a suo nipote e, naturalmente, il testimone passò ad Antoine.
Questo amore, unito a una visione artistica dell’automobile, lo ha portato a creare sculture automobilistiche. Cominciò lavorando l’alluminio per scolpire la Bugatti Type 37 — uno dei gioielli custoditi nel garage del prozio.
Oggi la sua collezione include numerosi modelli, tutti riconoscibili per l’inconfondibile firma stilistica dell’artista.
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